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Sospensione delle azioni esecutive per il sovraindebitato

Sospensione delle azioni esecutive per il sovraindebitato

Sospensione dello Studio Legale Avv. Andrea GuerraNella procedura per l’omologazione dell’accordo da sovraindebitamento con il decreto con cui fissa l’udienza il giudice dispone sempre e d’ufficio che, dal momento della sua emanazione, non possano essere iniziate o proseguite azioni esecutive sul patrimonio del debitore proponente l’accordo.

Con il documento “Linee guida sul nuovo processo esecutivo” il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ha analizzato le novità introdotte dal D.L. n. 83/2015 recante “Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria”. Fra le tematiche affrontate vi è anche quella dei rapporti di interconnessione del processo esecutivo con le procedure di risoluzione della crisi da sovraindebitamento di cui alla L n. 3/2012, con effetti parzialmente diversificati a seconda che si tratti di accordo da sovraindebitamento, piano del consumatore o liquidazione del patrimonio. Quanto ai rapporti fra esecuzione ed accordo da sovraindebitamento, è previsto che in quest’ultima procedura con il decreto con cui fissa l’udienza il giudice dispone sempre e d’ufficio che, dal momento della sua emanazione, non possano essere iniziate o proseguite azioni esecutive sul patrimonio del debitore proponente l’accordo. In tal modo, quando la procedura esecutiva è sospesa, nessun atto può essere compiuto e gli atti eventualmente posti in essere sono nulli. La sospensione cessa i suoi effetti con il rigetto della proposta di accordo del debitore oppure con omologazione dell’accordo. In quest’ultimo caso, l’accordo omologato è vincolante per i creditori con causa o titolo anteriori alla pubblicità.         Le procedure esecutive già sospese non potranno essere riassunte. I beni e i diritti oggetto dell’accordo omologato sono impignorabili ex art. 12, co. 3 della L. n. 3/2012 per i creditori con causa e titolo posteriori alla pubblicità: eventuali azioni esecutive su detti beni o diritti possono essere boccate con l’opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c.

Per quanto riguarda invece i rapporti fra esecuzione e piano del consumatore, va ricordato che nel piano del consumatore non è prevista alcuna sospensione automatica delle azioni esecutive in corso nel decreto di fissazione dell’udienza: tuttavia, è previsto che con il decreto di fissazione dell’udienza il giudice possa sospendere i processi esecutivi la cui prosecuzione potrebbe pregiudicare la fattibilità del piano. Anche in tal caso la sospensione cessa con il rigetto della proposta di accordo del debitore o con omologazione dell’accordo. Il piano del consumatore omologato è vincolante per i creditori con causa o titolo anteriore i quali non possono iniziare o proseguire azioni esecutive individuali. I creditori con causa e titolo posteriori all’omologa non possono agire esecutivamente sui beni e i diritti oggetto del piano.

Infine, quanto ai rapporti fra esecuzione e liquidazione dei beni del debitore, è previsto che con il decreto che dichiara aperta la procedura di liquidazione del patrimonio, il giudice dispone che, sino al momento in cui il provvedimento di omologazione diventa definitivo, non possono, sotto pena di nullità, essere iniziate o proseguite azioni cautelari o esecutive nè acquistati diritti di prelazione sul patrimonio oggetto di liquidazione da parte dei creditori aventi titolo o causa anteriore. I creditori con causa o titolo posteriore al momento dell’esecuzione della pubblicità prevista per il decreto di apertura della liquidazione non possono procedere esecutivamente sui beni oggetto di liquidazione.