Rottamazione delle liti fiscali pendenti

Rottamazione delle liti fiscali pendenti

Rottamazione delle liti fiscali dello Studio Legale Avv. Andrea GuerraDopo la Rottamazione dei carichi affidati agli agenti della riscossione viene introdotta la possibilità di rottamare le liti fiscali pendenti in cui è parte l’Agenzia delle Entrate con il pagamento degli importi in contestazione e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo ma senza il pagamento delle sanzioni e degli interessi di mora.

L’art. 11 del D.L. n. 50 del 24.4.2017 ha introdotto infatti la possibilità di rottamare le liti fiscali pendenti. Nello specifico, sono rottamabili le controversie 1) attribuite alla giurisdizione tributaria 2) in cui è parte l’agenzia delle entrate 2) pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in cassazione e anche a seguito di rinvio, 4) con costituzione in giudizio in primo grado del ricorrente avvenuta entro il 24.4.2017 (data di entrata in vigore del D.L. n. 50/2017) e 5) per le quali alla data di presentazione della domanda di definizione non si sia concluso con pronuncia definitiva. L’oggetto della definizione è costituito da tutti gli importi di cui all’atto impugnato che hanno formato oggetto di contestazione in primo grado e dagli interessi da ritardata iscrizione a ruolo di cui all’art. 20 del D.P.R. n. 602/1973, calcolati fino al 60° giorno successivo alla notifica dell’atto. Aderendo alla definizione il contribuente non versa le sanzioni collegate al tributo e gli interessi di mora di cui all’art. 30, co. 1, del D.P.R. n. 602/1973.

Sono espressamente escluse dalla definizione le controversie concernenti anche solo in parte le Risorse proprie tradizionali dell’Unione europea, l’Iva riscossa all’importazione e le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato ex art. 16 del Reg. CE n. 2015/1589 del Consiglio, del 13.7.2015.

In caso di controversia relativa esclusivamente agli interessi di mora o alle sanzioni non collegate ai tributi, per la definizione è dovuto il 40% degli importi in contestazione mentre per le controversie relative esclusivamente alle sanzioni collegate ai tributi cui si riferiscono, per la definizione non è dovuto alcun importo qualora il rapporto relativo ai tributi sia stato definito anche con modalità diverse dalla definizione stessa. La definizione perfezionata dal coobbligato giova in favore degli altri, inclusi quelli per i quali la controversia non sia più pendente.

Dagli importi dovuti si scomputano quelli già versati per effetto delle disposizioni vigenti in materia di riscossione in pendenza di giudizio nonché quelli dovuti per la definizione agevolata di cui all’art. 6 del D.L. N. 193/2016 (c.d. Rottamazione dei ruoli). La definizione non dà comunque luogo alla restituzione delle somme già versate ancorché eccedenti rispetto a quanto dovuto per la definizione.

Gli effetti della definizione perfezionata prevalgono su quelli delle eventuali pronunce giurisdizionali non passate in giudicato prima dell’entrata in vigore della novella normativa.

Il contribuente che abbia manifestato la volontà di avvalersi della definizione agevolata di cui all’art. 6 del D.L. n. 193/2016 (c.d. Rottamazione dei ruoli) può usufruire della definizione agevolata delle controversie tributarie solo unitamente a quella relativa ai ruoli.

Le somme dovute in base alla definizione agevolata potranno essere pagate in un’unica soluzione (entro il 30.9.2017) oppure nel massimo di tre rate, da pagarsi in due anni. Nello specifico, l’80% delle somme complessivamente dovute deve essere versato nell’anno 2017 nel numero massimo di 2 rate e il restante 20% nell’anno 2018 nel numero massimo di 1 rate. Pertanto, il piano di rateazione con 3 rate sarà il seguente: 1ª rata entro il 30.9.2017 (40% del dovuto), 2ª rata entro il 30.11.2017 (40% del dovuto) e 3ª rata entro il 30.6.2018 (20% del dovuto).

Le modalità attuative della definizione sono rimesse ad uno o più provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle Entrate.