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Nullità dell’ipoteca in presenza di multe stradali

Nullità dell’ipoteca in presenza di multe stradali

Il principio

Secondo la C.T.R. della Lombardia (sent. 41/05/13) l’ipoteca iscritta sugli immobili del debitore è nulla se fra i debiti considerati vi sono multe stradali considerato che l’art. 77 del DPR 602/1973, che consente di iscrivere ipoteca per un importo pari al doppio del credito per cui si procede, riguarda solo i tributi.

Il fatto

La controversia riguardava un’iscrizione ipotecaria pari al doppio dell’importo riguardante un insieme di cartelle di pagamento emesse per debiti tributari, contravvenzioni stradali ed imposte locali (ICI e TARSU) non pagate dalla contribuente. Quest’ultima impugnava l’iscrizione ipotecaria, lamentando l’illegittimità dell’iscrizione siccome effettuata sulla base di importi di natura anche non tributaria.

Il decisum

La C.T.P. di Milano accoglieva il ricorso (sent. 139/24/11), motivando che l’iscrizione non può superare l’importo del credito tributario da garantire mentre nel caso di specie l’iscrizione era stata eseguita sulla base di un autentico coacervo di crediti, in parte tributari, in parte di diversa natura e, dunque, il limite posto dalla legge (il doppio dei crediti tributari) era stato sicuramente superato. Inoltre, rilevava il Giudice di primo grado, la garanzia era stata costituita anche per crediti (le contravvenzioni stradali) per i quali non è prevista. Nel giudizio d’appello promosso dall’agente della riscossione, la C.T.R. della Lombardia confermava (sent. 41/05/13) la sentenza di primo grado, rilevando nuovamente che per l’iscrizione ipotecaria erano stati utilizzati tutti i crediti, comprese le contravvenzioni stradali per le quali l’ipoteca non è prevista; perciò l’iscrizione non poteva essere avallata e andava annullata.

Sempre sul medesimo tema, si segnala una precedente sentenza del Giudice di Pace di Roma (la n. 23278 dell’8.11.2007). Nello specifico, era stato messo in rilievo che nel nostro ordinamento non si rinviene nessuna norma che autorizzi il Concessionario a disporre il fermo amministrativo degli autoveicoli, e l’ipoteca sugli immobili, di proprietà del debitore, per le sanzioni amministrative. Non certamente l’art. 27 della L. n. 689/81, secondo cui “l’autorità che ha emesso l’ordinanza-ingiunzione, procede alla riscossione delle somme dovute in base alle norme previste per l’esazione delle imposte dirette…”. Questo, non tanto a seguito delle varie e profonde riforme che hanno interessato tutto il sistema tributario vigente all’epoca dell’emanazione della L. n. 689/81, per cui questa norma oggi non è più applicabile nella sua formulazione letterale, quanto perché secondo il Giudice di Pace, l’art. n. 27 della L. n. 689/81 indicava solo le “forme” in cui l’Ente Pubblico creditore può procedere alla riscossione delle sanzioni amministrative, ma non anche i “mezzi” specifici di riscossione coattiva cui l’esattore può ricorrere per ottenere l’assolvimento dell’obbligazione sanzionatoria vera e propria, per infrazioni comportanti sanzioni amministrative consistenti nel pagamento di una somma di danaro a carico del contravventore o dell’obbligato in solido.